Il fattore temporale nell’accertamento del tasso alcolemico
La validità probatoria del tasso alcolemico rilevato tramite prelievo ematico o etilometro è strettamente legata alla prossimità temporale tra il momento in cui il soggetto si trovava alla guida e il momento dell’effettuazione dell’esame. L’organismo umano, infatti, metabolizza l’alcol secondo dinamiche fisiologiche non immediate, descritte dalla scienza medica.
La Cassazione e la valutazione scientifica della curva farmacocinetica
I Giudici della Corte di Cassazione, evidenziando una valutazione rigorosa e scientificamente fondata, hanno affrontato il caso di un automobilista condannato nei gradi di merito per guida in stato di ebbrezza. Gli Ermellini hanno proceduto all’annullamento senza rinvio della condanna, valorizzando i principi della cosiddetta “curva di Widmark”. Questa legge scientifica descrive l’andamento della concentrazione dell’alcol nel sangue nel tempo, evidenziando una fase ascendente (di assorbimento) e una successiva fase discendente (di eliminazione).
Il caso concreto: prelievo a cinque ore dall’incidente
Nel caso sottoposto al vaglio della Suprema Corte, il prelievo ematico era stato effettuato con un ritardo macroscopico: circa 5 ore dopo il verificarsi del sinistro stradale, restituendo un valore di tasso alcolemico pari a 2,19 g/l. La Cassazione ha stabilito che un accertamento eseguito a una tale distanza temporale dall’incidente, in assenza di altri elementi sintomatici contestuali verbalizzati dagli agenti nell’immediatezza dei fatti, non consente di operare una retroazione scientifica affidabile. Non è possibile determinare oltre ogni ragionevole dubbio se, al momento esatto della guida, il tasso fosse superiore alle soglie di rilevanza penale o se l’alcol fosse ancora in fase di pieno assorbimento.